E fu questo che spinse Ramaglia a riflettere. La moglie del suo amico gli piaceva moltissimo. Probabilmente essa era alla sua prima avventura, anzi all'inizio della sua prima avventura, e non pareva donnina da rinunziare a cavarsi, un giorno o l'altro, il capriccio di un'escursione fuori dei limiti del contratto nuziale. Aveva dovuto provare un po' di gusto nel rispondere: «Non mi seguite più, ve ne prego!» Perchè non aveva finto di non essersi accorta della corrispondenza Tre garofani?
E quel Peretti! Sospettoso, geloso, e inutilmente furbo, come tutte le persone destinate a far parte della categoria dei mariti ingannati!
Dopo la farsetta con lo zoppetto di Piazza del Popolo, Peretti, rassicurato, diventato espansivo, aveva confidato a Ramaglia il vano sospetto da cui era stato tenuto in grande agitazione per più di un mese.
— Quando si dice: Pare impossibile! Non c'è niente d'impossibile al mondo. Certe coincidenze fanno strabiliare. Tre garofani! E mia moglie appunto, in quei giorni, usciva di casa e tornava con tre garofani... Che avresti pensato tu? Pensa male ed opra bene: è una gran norma nella vita! E lo zoppetto? Ci vuol coraggio a far il galante con quella cianca!
Ramaglia provava fastidio e insieme compassione del buon umore chiacchierino di Peretti. Gli voleva bene davvero, ma ciò nonostante... pensava.
Le teoriche di lui intorno alle donne degli altri erano molto scettiche: — Ogni lasciata è persa. Se non sarò io, sarà un altro; e allora perchè? — E questa riguardava le mogli degli amici.
Ma altro è dire, altro è fare. Ramaglia, per quanto scapolo impenitente com'egli amava di qualificarsi, non mancava di essere una persona onesta, un galantuomo. Le sue avventure amorose non erano poi state tante, nè così straordinarie da meritargli davvero la reputazione che godeva presso conoscenti ed amici.
Ora, ecco, quella donnina bellina, elegante, con un misto d'ingenuità e di furberia che la rendeva più attraente dopo di averla praticata da vicino, lo teneva da più giorni in grande perplessità. Egli capiva che se si fosse lasciato prendere, sarebbe potuto arrivare troppo oltre. In certe avventure amorose si sa come si comincia, e non si sa mai come si potrà finire. — Se non sarò io, sarà un altro. E allora.... — Ma se lo ripeteva fiaccamente. Non gli sembrava una bella ragione riguardo all'amico Peretti.
Avrebbe dovuto rispondere alla lettera della signora Letizia che portava in tasca da tre giorni e che aveva riletto più volte per indovinare il vero significato. Le ripugnava o non le ripugnava di tradire il marito col suo più intimo amico?
A traverso qualche piccolo errore d'ortografia e qualche periodo rimasto per aria, Ramaglia non era riuscito ad afferrare il senso preciso. Non importava niente l'atteggiamento austero che la signora Letizia assumeva davanti a lui in presenza di Edmondo. Aveva scritto: dunque... Tanto più che le lettere buttate giù a quel modo gli piacevano assai più di quelle stilizzate o copiate da qualche Segretario galante.