Non gli era avvenuto mai di esitar tanto.

— Che ti accade? — gli domandò Peretti. — Sei di cattivo umore. M'inganno?

— Indovini. Sono... mezzo innamorato.

— Al solito!... C'è qualche ostacolo?

— Nessuno, tranne quello che la donna appartiene a.... un mio superiore ed amico.

— Se è destino! Perchè in questi casi, credo che ci entri il destino.

— Che mi consigli?

— Tira via!

— Com'è feroce l'uomo — stette a riflettere Ramaglia — quando non si tratta personalmente di lui! Quasi, quasi! E se un giorno dovesse rimproverarmi, potrei rispondergli: — Non mi hai detto: Tira via?

Ramaglia però si trovava in un buon quarto d'ora; in un cattivo quarto d'ora, com'ebbe a correggersi da lì a due giorni, dopo che la onesta azione di rinunzia ottenne questo bel risultato: La signora Letizia, alla lettera di lui che le chiedeva scusa di sacrificare il proprio cuore all'amico, rispose soltanto con una parola: Imbecille! Peretti, certamente messo su da la moglie chi sa con quale scaltra perfidia femminile, cominciò a trattarlo freddamente, fino a voltarsi dall'altra parte per non salutarlo incontrandolo.