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Nessuno in famiglia, neppure la madre di lei, seppe quel che era accaduto in quella appartata camera maritale.

Dora passò due terribili giorni, dissimulando a tutti l'angoscia del dubbio che la straziava. Suo marito, a intervalli, ricadeva in uno stato di eccitazione mentale molto vicino alla pazzia. Poi, quasi destandosi da una specie di dormiveglia, di stupore, ripeteva desolatamente:

— Sto male!... Sto male! Non guarirò più!... Povera Dora!

— Se tu permettessi di consultare il nostro dottore!...

— No!... Non voglio la compassione di nessuno, neppure di un dottore!

— Ma già tu ti allarmi per una lieve depressione nervosa.

— Stavo meglio... colà... in carcere. Colà... avevo almeno la certezza!

— Quale certezza?

— Vedi?... Ancora non so abbracciarti... nè baciarti come una volta... Ho paura di trovare su le tue labbra le traccie... Perchè ho ucciso dunque? Perchè sono stato condannato?