— C'è, zio, che io chiedo di sapere per qual ragione vi opponete al mio matrimonio con Tana La Mira. Voglio mettermi il cuore in pace. Per me.... o lei, o lei! Devo perdervi di rispetto? Siete stato il mio secondo padre.

— Che ti figuri? Che io mi impaurisca di cotest'aria minacciosa?

— Ma che v'ha fatto quella povera figlia? Perchè ce l'avete con lei?

— Non l'ho con nessuno. Dico di no, e no dev'essere. Se fosse vivo tuo padre, e fosse lui a dir di no che faresti?

— Mio padre certamente mi spiegherebbe: No... per questo e per questo. E sarebbe finita. Almeno saprei!

— Ringrazia Dio che tuo padre non sia vivo!...

— Vo a domandarglielo nell'altro mondo, nell'inferno o nel paradiso, dov'è.

— Sai la via?

— La so, zio!

Sanguedolce non potè ridere a questa strana risposta del nipote; ma fece la sua solita spallucciata pur vedendolo andar via gesticolando con le mani nei capelli come un disperato.