La notte si era riposato sul ciglione dello stradale, attutendo i crampi dello stomaco masticando foglie di erbe selvatiche strappate là attorno; e, all'alba, aveva ripreso a camminare, a camminare, infilando una strada traversa, tra le colline, stordito più che mai dal colpo di quei gravissimi avvenimenti contro i quali non sapeva che opporre all'infuori del suicidio.
Per far questo non gli mancava il coraggio; lo tratteneva intanto una vaga coscienza di non meritare la liberazione che, almeno apparentemente, salda tutto con una palla di rivoltella o con qualunque facile mezzo che tronchi la vita.
Era cascato a terra, estenuato dalla insolita fatica e dalla fame, in pieno meriggio, vicino a una casa di contadini...
E dopo tanti anni — venticinque! — il ricordo assumeva ancora sembianza di sogno, quasi neppure il sapersi già maestro elementare, stimato e voluto bene nonostante la sua vita appartatissima in quel ridente paesetto nascosto tra le colline, quasi neppur questo riuscisse talvolta a convincerlo che proprio si trattasse di avvenimento reale.
E allora, coi gomiti appoggiati sul piano del tavolino, e la testa tra le mani, si lasciava trascinare dalla immaginazione verso quegli inizi della sua nuova esistenza, quando, rifocillato dal cibo apprestatogli dai due vecchi contadini, marito e moglie, accorsi a sollevarlo da terra e a trasportarlo sul letto, e, più, ristorato da parecchie ore di sonno, si destava salutato da un signore non più giovane, accompagnato da quattro ragazzi che lo chiamavano babbo, già informato dal mezzadro di quanto era accaduto.
Venticinque anni addietro! E gli sembrava caso di ieri, tanto ogni minuto particolare gli si era fissato nella memoria.
Quel signore, Sindaco del paesetto vicino, aveva avuto la delicatezza di interrogarlo da solo, profferendogli la sua opera se potesse giovargli. Leone Leoni era scoppiato in un gran pianto, e non gli aveva nascosto niente, come a un confessore.
— Vorrei rinnovarmi!... Vorrei redimermi!...
Egli stesso si era maravigliato di queste parole uscitegli dalle labbra in quel momento di profonda commozione.
Fortunatamente si era incontrato in una brava persona, in un vero galantuomo che lo aveva soccorso e gli aveva offerto il posto di maestro elementare di quarta classe, vacante per la recentissima morte del titolare.