— Gobbaccio maleducato! Non dovreste dargli l'onore di stendergli la mano....
— I gobbi portano fortuna! — rispondeva la merciaia.
Ed era quasi dargli una pugnalata, tanto don Mignatta ora odiava il cavaliere.
Un giorno che don Mignatta non si trovava là, il cavaliere disse alla bella merciaia:
— Come non la scacciate via quella malombra? Vi porterà sfortuna. Sapete che si dice in paese? Che è innamorato di voi, che vi fa la corte... perchè vi ha prestato i quattrini per rilevare la bottega dalle mani di maestro Ignazio Cerasa.
— Lui? Grazie a Dio, non abbiamo bisogno di nessuno — ella protestò vivacemente. — E' quell'infamaccio di Cerasa che sparge queste voci, per invidia!...
Invece era lui che, da gobbo malizioso, aveva capito prima degli altri la compartecipazione di don Mignatta nella merceria di Zùccaro, e voleva guastargli le uova nel paniere a quel marcio usuraio. Non immaginava, oh no! che la merciaia fosse capace... No! No! Ma quello si lusingava... E poi con le donne non c'è da scommetterci sopra. Perciò ripetè, dopo, le stesse parole al marito:
— Sapete che si dice in paese?
— E voi, cavaliere, ci credete? — rispose Zùccaro, accigliato.
— Io?... Ve la prendete con me?