Il gobbo ebbe paura, e non fiatò più, con nessuno.

Zùccaro, il giorno appresso, si presentò in casa di don Mignatta, con faccia burbera, e occhi aggrottati.

— Facciamo i conti!

— Quali conti?... Perchè?

— E trovatevi un'altra bottega da andarvi e sedere; nella mia, fateci il crocione.

— Anche questo?... Perchè?

— Ottocentosessanta lire. Ve le restituirò a cinquanta lire al mese.

— E gli interessi? — balbettò don Mignatta.

— E lo zucchero, e il caffè, e le altre cose che avete prese nella merceria non contano niente?

— Ma i danari li ho messi fuori io!... Devo sorvegliare io la bottega... quel che entra, quel che esce...