Pochi scalini e poi una piccola spianata semicircolare, senza nessun riparo, aperta sul gran vuoto della ristretta vallata dove la roccia scendeva a picco.
— Avremmo dovuto far colazione qui — disse la signora Gina — invece che nel refettorio dell'eremo.
S'inoltrava cautamente, dopo aver preso il braccio di Rosselli.
— Sarà buono a trattenermi se mi prenderà la vertigine?
— Le verrò dietro, in ogni caso.
Era felice di poter passare una giornata intera assieme con lui, sotto gli occhi del marito.
Tonghi, risalito gli scalini, aveva tirato fuori dalla tasca la rivoltella, e con gli occhi quasi fuori dell'orbita, iniettati di sangue, con voce roca, imperiosa, gridò alla moglie e all'amico:
— Buttatevi giù! Vi ho condotti qui apposta.... Buttatevi, o vi ammazzo!
I due amanti improvvisamente impalliditi, capirono che non si trattava di un'allucinazione, di uno scherzo di cattivo genere, di una minaccia da burla, e si voltarono stringendosi, disperatamente, l'uno all'altro.