— Mi hai fatto paura! Oh che paura!
Angelo riaperse nuovamente gli occhi, fissò sua moglie con uno sguardo di gratitudine, alzò le braccia e gliele passò attorno al collo, e tutt'a un tratto prese a baciarla, stringendola forte.
— Non è niente, Nannina! — balbettava. — Lasciami riposare; non è niente.
— Riposa; chiudo gli scuri.
E uscì di camera, tirando il battente dell'uscio dietro a sè.
Appena rimasto solo, Angelo buttò via la coperta, si rizzò a sedere sul letto, passandosi le mani su la fronte, stralunando gli occhi:
— Non è possibile! Non è possibile! — esclamava sommessamente. — Tanta finzione sarebbe un'infamia!
E rimase a testa china, con le ciglia aggrottate, morsicchiandosi le dita, riflettendo:
— Da chi può venire la calunnia? Da chi?
Non era da sospettare del Crogli, galantuomo a tutta prova, più che amico, padre per lui, come ne aveva avuto grandi prove in tante circostanze; uomo serio, incapace di avventurare una parola prima di esser convinto di dire la verità. Ma il Crogli lo aveva soltanto ammonito: — Bada!.... Corrono delle brutte voci! Apri gli occhi... Non si sa mai!