Giacchè il Crogli si era risolto di metterlo sull'avviso, bisognava proprio che quelle brutte voci gli fossero giunte all'orecchio da più parti o da persona di sua piena fiducia.
— Da mia madre! — esclamò Angelo, dando improvvisamente uno sbalzo.
Un doloroso ghigno gli contrasse la faccia, un fiotto di amara saliva gl'inondò la bocca.
— Mia madre! Mia madre!
Egli aveva sposato Nannina contro la volontà di lei. Da due anni madre e figliuolo non si vedevano più, perchè il giorno stesso delle nozze sua madre gli aveva prognosticato, con una parolaccia...
— Sì, mia madre! Il Crogli non può dubitare di lei! Una madre che disonora in faccia alla gente il proprio figlio!
Fremeva. E nello stesso tempo si sentiva invadere da immensa tenerezza per la povera creatura calunniata, che poco fa lo aveva baciato e accarezzato con tanto affetto, tremante perchè lo aveva veduto soltanto un po' indisposto!
Respirò. Si distese sul letto, ansante di felicità, per la certezza di avere indovinato. E quando, da lì a un quarto d'ora, sentì cautamente riaprire l'uscio, chiamò subito:
— Nannina!
Al tono di voce assai mutato da quello di poco fa, ella corse a riaprire gli scuri, e si accostò al letto sorridendo: