— Ti senti già meglio?

— È passato!.... Nannina mia!

Era saltato giù per stringerla al petto e compensarla dell'offesa da lei ignorata.

— Nannina mia!... Ora posso dirtelo; mi son sentito assai male, assai, assai! Mi pareva di dover morire!

Ella lo ascoltava con aria distratta.

— Non mi credi? — le domandò Angelo, quasi rimproverandola dolcemente.

Squillò il campanello dell'uscio di entrata. Nannina si svincolò dalle braccia del marito per accorrere.

— La serva è fuori di casa — disse, accorgendosi di un lieve moto di stupore di lui.

Egli l'aveva sentita sobbalzare tra le sue braccia a quello squillo, e non avea saputo reprimere il moto di cui si era accorta sua moglie. Un'ombra di sospetto gli oscurò il viso; e si precipitò verso la finestra. Dietro le persiane socchiuse avrebbe potuto vedere chi sarebbe uscito dal portone di casa.

Attese angosciosamente alcuni istanti.