— Giacchè sei qui, devi vedere ogni cosa.

E cominciò a indicargli partitamente ampolle di brodo sterilizzato per la coltura dei baccilli, tubetti con baccilli d'ogni sorta: della tubercolosi, del tetano, del tifo, della difterite, dell'edema maligno; tubetti con lo spirillo del colera, col cocco dell'erisipola; piccolo saggio d'ognuno di essi, perchè la copiosa raccolta era conservata in uno stanzino a parte. E ve lo condusse.

— Bisogna difendere le coltivazioni dalla luce; perciò lo stanzino ha le pareti tinte in rosso cupo ed è tenuto sempre allo scuro.

Fausto, affacciata la testa dall'uscio, si ritrasse subito indietro. Tutti quei bicchieri, pieni di tubi e schierati in fila su le scansie lungo il muro, gli facevano correre brividi di freddo per le ossa.

Intanto il dottore, cedendo al suo entusiasmo di giovane scienziato, dava lunghe spiegazioni. Preso da un bicchiere un altro tubo di spore del carbonchio e osservandolo per conto proprio, lo agitava, lo teneva levato in alto contro luce, quasi facesse in quel punto una lezione intorno all'incredibile resistenza di quelle spore e alla loro terribile potenza:

— Introdotte col cibo, esse riescono ad oltrepassare lo stomaco dove gli altri batteri vengono uccisi dalla acidità; e sviluppatesi in baccilli, invadono tutto l'organismo. Allora, abbattimento di forze, emorragie, sordi dolori negli organi addominali e, in pochi giorni, la morte, seguita da rapida putrefazione che rende nero il sangue, diffluente, cioè incapace di coagularsi...

Fausto non lo udiva più.

Una diabolica idea gli era balenata nella mente, ed egli si spaventava di sè medesimo vedendosi capace di concepire — di concepire soltanto — quella idea! La fronte gli si era coperta di sudorino ghiaccio; il cuore gli balzava violentemente nel petto; la terribile idea, tornando a balenargli nella mente, lo faceva rabbrividire, ma lo costringeva a fissarla; e lo faceva rabbrividire anche il sospetto che essa potesse impadronirsi di lui e soggiogarlo fino al punto...

Si riscosse, si passò più volte le mani su la faccia, e interrompendo il dottore, che continuava le spiegazioni senza accorgersi di niente, disse:

— Lasciami andar via, mi fa male star qui...