— Ecco gli artisti! — esclamò il dottore, ridendo. — Gente nervosa, razza inferiore! Senti: dovresti fare la Sinfonia dei baccilli! Qualcosa di grandioso e di terribile, se tu sapessi farla. E farla sapresti certamente, ma non la farai. Ormai son convinto che non farai più niente. Peccato!
— La Sinfonia dei baccilli! Sarebbe ridicola... — rispose Fausto, sforzandosi di nascondere il turbamento.
— Via, la Sinfonia della Vita e della Morte, che, se tu non lo sai, son tutt'una! Ma non farai nemmeno questa! Non farai più niente! Peccato!
IV.
Ah, la terribile idea!
Lo invasava da una settimana, facendolo inorridire ogni volta che vi si sorprendeva fissato e già propenso a metterla in discussione, ora come ipotesi strana, ora come non difficile possibilità!
— Oh! oh!
A quali infami accessi lo riduceva colei, spingendolo alla disperazione con la insopportabile gelosia! E perciò egli fremeva, scoprendola sempre tanto più tenera e più ciecamente innamorata, quanto più egli si sentiva distaccare da lei!
Intanto la speranza di poter sposare la figlia della Merlacchi gli si accendeva nel cervello coi colori più vivi e cominciava a sembrargli cosa seria. La signora Merlacchi, che ad ogni nuova visita di Fausto diventava quasi aggressiva, non gli repugnava più. La graziosa civetteria di Cornelia lo eccitava, gli risvegliava nell'animo la passione della musica, se non la scintilla creatrice del compositore.