Non aveva rimorsi, nè timori; il cuore gli s'era indurito. Rappresentava la sua parte con perfetta tranquillità, rassicurato dalla certezza che nessuno avrebbe potuto, non che accusarlo, sospettarlo.

— Hai consultato il dottore? — le domandava appena entrata.

— No; il mio vero dottore sei tu; tu solo conosci il mio male, tu solo puoi guarirmi!

— Ti senti bene?

— Benissimo, da che tu non sei più cattivo con me!

Egli la guardava fisso, scrutandone il colorito della pelle e delle labbra, quasi avesse potuto scorgervi a occhio nudo i baccilli che già dovevano essersi sviluppati dalle spore.

Intanto nessun sintomo, neppure al quarto giorno!

Anguilleri, si era dunque ingannato? Gli aveva dato a intendere una frottola, come accade ai giovani scienziati che spacciano per cose certe le ipotesi più ardite? O colei resisteva anche alle spore del carbonchio, per sciagura di lui?

Come domandarle intanto se avesse mangiato il micidiale frutto candito ch'egli le aveva regalato giorni addietro?

Paventava di tradirsi; e attendeva ansioso, smaniante, sforzandosi di non lasciar scorgere il suo profondo turbamento, e per ciò soffrendo di più, quando la coscienza gli faceva sentire qualche sordo e fuggevole rimprovero.