— Ormai.... — ripetè anche quella volta, ma balbettando d'orrore.
Una scampanellata! Era il dottor Anguilleri.
— Insomma, questa sinfonia dei baccilli?
Fausto si sentì strozzare le parole in gola.
— È fatta? O non la farai più?
— Sì, sì, la farò — potè rispondere con gran sforzo. — Una sinfonia non s'improvvisa.
— Ah!, io temo che l'unica sinfonia dei baccilli rimarrà quella mia di ieri — altro che la tua! — mentre cercavo un tubo di spore di carbonchio che non riuscivo, nè son riuscito a trovare. L'avrò messo per isbaglio in qualche altro bicchiere, l'ultima volta che tu venisti lassù.... Quella, sì, è stata una sinfonia di imprecazioni sgorgata proprio di getto! Quanto a la tua, sapevo bene che non ne avresti fatto niente, che non ne farai più niente, ed ho voluto accertarmene coi miei propri occhi, uscendo dalla camera dell'ingegnere che è gravemente indisposto.... L'ingegnere lavora troppo e mangia troppo; credo che abbia un'enterite bella e buona. Non ne sai nulla?
— No.
— La signora m'ha domandato se è cosa grave; le ho detto la verità. È abbattutissima, povera signora.
— Indisposta anche lei?