— Male anzi. Dipende — soggiunse con subita ispirazione — dalla volontà di una persona che è indignata di un atto inescusabile, sì, ma spiegabilissimo di mio zio, uomo fiacco, irresoluto. Quella persona però, seria, ragionevolissima, ha avuto le più ampie spiegazioni; altre ne avrà. Speriamo che non si ostini nel suo falso giudizio. Il povero zio ne impazzirebbe.

— Si tratta di cosa grave?

— Gravissima per le conseguenze, non per sè stessa.

— Figuriamoci tuo zio!

— Non sa darsene pace!

Rispondendo, Renzo avea guardato più volte Lidia, sperando che gli mostrasse di aver capito che egli intendeva alludere al loro affare; ma Lidia era rimasta immobile, con gli occhi chiusi.

Fu picchiato all'uscio. La serva annunziava la visita d'una signora per Lidia; doveva farla passare?

— Riposa; non voglio svegliarla — disse la signora Aurelia. — Vo' io di là, un minuto. Caso mai, vieni a chiamarmi — soggiunse, rivolta alla serva, facendole cenno di rimanere.

La vecchia, appoggiata allo spigolo dell'uscio, attese un po' in silenzio, poi domandò:

— Le dura ancora la febbre?