— No. Se hai da fare, ci son io qui — disse Renzo.
— Vo' a finir di cenare, giacchè permette. Tanto, lei...
E non compì la frase. Il fidanzato della sua signorina poteva vegliarla meglio.
— Lidia! Lidia mia!
Renzo, alzatosi subito da sedere, stava per posare una mano su la fronte di Lidia. Ma ella aveva aperto gli occhi e cavato fuori il braccio per impedirgli quell'atto.
— Non mi toccate!... Non venite più! La vostra vista mi è odiosa! Dovreste capirlo, Ah, che infamia!... Ma vi ho perdonato, Renzo! Siete un uomo come tutti gli altri... ed io vi credevo diverso! Per carità verso i miei genitori, che vi stimano e vi amano come non meritate:... io non dirò mai una sola parola di quel che è accaduto. Trovate voi una scusa, un pretesto di rottura...
— Lidia! Lidia mia! — la interruppe Renzo balbettando:
— Io non mostrerò di affliggermene troppo per non affliggere loro.
— Lidia, non è possibile!... È assurdo!
— Trovate un pretesto... e subito!... Non mi fate morire di angoscia prolungando più oltre questa tortura. Vi ho perdonato. Ve ne do una gran prova... Vi sarò anche grata... vedete? perchè voi solo mi avete fatto provare che cosa sia amore! Non insistete!... È inutile! È inutile... Non sono più la vostra Lidia... Non sarò di nessuno. Lasciatemi morire tranquilla!... E se anche non morrò... Andate via... Non vi fate vedere più in questa casa!... Addio! Addio!... Viene la mamma... Sedetevi.... Non vi fate scorgere!...