— È questo? È questo?
E si era trovata faccia a faccia con quell'uomo, meravigliata di sentirsi colà come a uno dei soliti ritrovi, appena un po' impacciata, e riflettendo stoltamente:
— L'altra cosa verrà forse dopo!
Oh Dio! Come mai non aveva capito subito lo stupore di colui, che certamente aveva creduto dover gustare la novità di un'inesperta, e che intanto la vedeva, e la prima volta, pronta a tutto, come un'assuefatta a simili incontri, incurante fin di fingere una qualche resistenza, una lieve esitanza almeno? Ella si domandava insistente:
— E l'altra cosa?
Smaniava di soddisfare la sua curiosità di quell'ignoto di cui le avea parlato Elisa Palorsi; non vedeva l'ora.
— È questo? È questo?
Ma ogni istante che avrebbe dovuto produrle una sensazione nuova, destarle un sentimento più vivo di quelli provati ne la vita ordinaria, le recava una delusione, le rivelava una misera volgarità.
— È questo? È questo?
Là dove s'era immaginata di scoprire il mistero di quel complesso di sensazioni e di commozioni, che dovevano farle intendere il vero significato delle seducenti parole: — È un'altra cosa! — ella, all'opposto, avea trovato la nausea, il ribrezzo; e un'altra cosa, sì: l'orrore di sè stessa!