— Che cosa?

Balbettava, non aveva forza di parlare.

— Ma prima vieni di là.

Si mise sotto braccio il braccio di lei, accarezzandole la mano, e la introdusse nello studio.

— Guarda! — Le additava un fascio di carte spiegate sul tavolino. — Non ti dicono niente?

— Che vuoi che io sappia dei tuoi affari?

— Sono anche tuoi.

E porgendole le carte, soggiunse:

— Leggi.

Sorrideva, la guardava con aria soddisfatta, l'abbracciava, quasi, con quella piena tenerezza dello sguardo, che però le dava una terribile sensazione di freddo, come se le imponesse di leggere in quelle carte la propria condanna.