— Che hai?

— Senti!

Esitava. Aveva immensa pietà di lui, sul punto di fargli la terribile confessione. Le pareva d'invertire le parti e di colpire nuovamente chi era stato, e in altro modo, la sua vittima. Pure volle andare innanzi. Quella pietà non era un pretesto a cui cercava d'appigliarsi la sua vigliaccheria, l'amor della vita che si ridestava nel supremo istante, per renderla colpevole e mentitrice in una?

— Senti! Senti! — replicò, stringendo i denti, contorcendo le dita incrociate dietro la testa di lui nell'atto dell'abbraccio.

— Sei strana oggi! — esclamò Enrico.

— Come mi vuoi bene! — ella riprese.

E intanto, dentro di sè, ripeteva:

— Ora, subito! subito!

La lingua però non le si scioglieva.

— Non mi hai detto neppur: grazie! — egli la rimproverò dolcemente.