— Ma siamo marito e moglie!
— Sei una....!
Insomma, la vecchia non aveva voluto capacitarsi che ora i matrimoni si potevano fare anche alla lesta a quel modo; ed era andata via maledicendo la nipote e brontolando una profezia.
Io dico che può essere stato caso, ma la profezia della vecchia si era avverata un anno dopo; e — neppure a farlo a posta! — l'occasione, il pretesto (chiamatelo come vi piace) lo dava un altro ballo nella medesima Osteria del Galletto dove Torello aveva voluto condurre quasi per forza Zaira, che quella sera si sentiva poco bene.
Infatti, non volendo ballare, era rimasta in un canto con Tito Scontri; che, per non lasciarla sola mentre l'amico Torello ballava come un matto, si era messo a raccontarle un sacco di storielle allegre e le aveva fatto riprendere il buon umore.
All'ultimo, finite le storielle, Tito e Zaira si erano ingolfati in un so quali discorsi sotto voce. Avevano tutti e due gli occhi lustri, e Zaira si era fatta di fuoco in viso.
— Che ti ha detto quello sciocco di Tito Scontri? — domandò Torello, tornando a casa dopo le due.
— Niente.
— Ridevate, parlavate sotto voce....
— Mi raccontava di quand'era soldato.