E la bellezza dell'opera d'arte fa fin dimenticare quel po' che può esservi di molto spiacevole per un italiano. Quanti italiani sono, contro la loro patria e i loro compatriotti assai più ingiusti e più sgarbati di questo bravo gesuita spagnuolo! Dei nostri cari vicini non parlo! [Blank Page]

VIII.

UN POEMA DRAMMATICO PORTOGHESE¹

¹ __Eugenio de Castro__, Belkiss regina di Saba, D'Axum e del Hymir, traduzione dal portoghese di __Vittorio Pica__, preceduta da un saggio critico. Milano, Fratelli Treves, 1896.

"L'arte, in tutte le sue forme, è un continuo ed instancabile divenire, ed è perciò che noi non mostreremo mai abbastanza tenerezza, mai abbastanza ammirazione pei novatori, sia per coloro che pagano con lunga serie di amarezze un tardivo raggio di gloria, sia per coloro che, pur passando da errore ad errore, preparano la via ai trionfatori del dimani, e che, nella loro immolazione ad un elevato ideale d'arte, il quale è brillato fulgido nella loro mente, ma che essi, ahimè! non sono riusciti ad incarnare, ci appaiono grotteschi, mentre pure sono i martiri dolorosi e ignoti dell'arte!¹."

¹ __Vittorio Pica__, L'Arte europea a Venezia, Napoli, Pierro 1896, pag. 87.

Queste parole di Vittorio Pica scritte, a proposito di due quadri di Max Liebermann, in un accuratissimo studio intorno alla pittura europea nell'esposizione veneta dell'anno scorso, mi son tornate in mente leggendo il poema drammatico in prosa del giovane poeta portoghese Eugenio de Castro, da lui tradotto e pubblicato con una larga e spassionata introduzione che presenta l'ignoto autore al pubblico italiano.

La regina di Saba (Belkiss o Micauli o Makede, il suo vero nome non si sa) è figura tentatrice per la fantasia d'un poeta, e fa meraviglia che l'arte della parola l'abbia finora trascurata, abbandonando alla pittura un soggetto così pieno di mistero e di magnificenza. Paolo Veronese l'ha trattato due volte, in un quadro che si trova nel museo di Torino e in un affresco del palazzo Bragadino ad Asolo: Raffaello in un affresco nelle Logge vaticane: Claudio Lorrain in un quadro che si ammira nella galleria di Londra e che vien giudicato il capolavoro del gran pittore francese. Non possiamo tenere come appartenenti all'arte letteraria i libretti dei melodrammi del Gounod e del Goldmark che hanno scelto per protagonista la strana regina etiopica.

Il Libro dei Re racconta con lirico splendore la visita a Salomone di questa che S. Matteo chiama vagamente Regina del mezzodì.

Attratta dalla fama della sapienza del re ebreo, la regina di Saba venne in Gerusalemme per far prova di lui con enimmi…. e parlò con lui di tutto ciò ch'ella aveva nel cuore. E Salomone le dichiarò tutto quello ch'ella propose e non vi fu cosa alcuna occulta al re. La regina di Saba disse al re: Ciò che io avevo inteso nel mio paese dei fatti tuoi e della tua sapienza era ben la verità. Ma io non credeva quello che se ne diceva finchè non son venuta e che gli occhi miei non l'hanno veduto; ora, ecco, non me n'è stata rapportata la metà: tu sopravanzi in sapienza ed eccellenza la fama che io ne aveva intesa. E in ricambio dei preziosissimi regali da lei recategli, Salomone donò alla regina di Saba tutto ciò ch'ella ebbe a grado e che gli chiese, (lib. 1. cap. X). Giuseppe ebreo, meno riserbato del cronista biblico, racconta che la regina di Saba partì da Gerusalemme incinta di Salomone. Messo nome David al figlio che partorì, ella poi lo mandò dal padre in Gerusalemme perchè vi fosse istruito e unto re. I negus d'Abissinia pretendono di discendere in linea retta da questo figlio di Salomone.