—Io?… Vi ingannate; guardate bene.
—Guardo e vedo: amate un'altra!
—Non lo dite neppure per ischerzo. Amo te, soltanto te, da un pezzo! Tu hai finto di non accorgertene. Come sono felice di sapere che hai finto!
—Zitto! Mi contristi.
—Dio mio! Che cosa devo fare per disingannarti?
—Niente.
Mi parve di udire dei singhiozzi.
—Che cosa debbo fare?… Non piangere!
I singhiozzi si affievolirono. Giudicai che ella si era allontanata dal muro. Poi non udii altro, nè potei ottenere altre risposte. Ero invaso da profondo turbamento. E la mattina, rivedendo la bella bruna alla finestra, serenamente indifferente, cominciavo a sospettare che colei volesse divertirsi alle mie spalle, intrigarmi. A che scopo? Non sapevo darmene nessuna ragione.
Durante una settimana, attesi invano i tre picchi e la risposta a quelli da me fatti più volte per provocarli.