Ormai volevo uscire dall'incertezza, ottenere una franca spiegazione; lo scherzo m'irritava, come mi aveva irritato, prima, quel che avevo giudicato artificio di civetteria.

Picchiavo, ripicchiavo ogni sera, ma invano. Stavo per rinunziare a ogni tentativo, quando i soliti desideratissimi picchi si fecero sentire.

—Ah!… Già sospettavo non saresti più venuta a parlarmi.

—È l'ultima volta!—ella rispose.

—Chi te lo vieta?

—Il mio destino!

—Non mi ami dunque?

—Tanto! Ma… è inutile. Oggi tu hai pensato di chiedere la mano di quell'altra!

—La tua!

Sì, la sua; era proprio vero. Mi ero deciso di finirla… Perchè intanto ella si ostinava a parlare dell'altra? Che intendeva dire? A una nuova interrogazione, rispose: