—Non t'ama; non ti amerà! Soffrirai un gran disinganno!
—Ma chi è mai costei che eccita la tua stolta gelosia?
—Addio! Non mi udrai più!… Soffrirò con te, nascostamente.
T'amo!… Addio!… Addio!
È impossibile esprimere con parole la desolante sensazione di quel suono di voce piena di pianto, il tremito di quelle ultime sillabe che sembrava si allontanassero, si allontanassero e dileguassero distante!…
Come rimanessi è facile capirlo. L'impressione dell'ignoto, del mistero, mi teneva inchiodato presso il muro, con un senso di sgomento e di terrore che mi gelava il sangue. Quando potei muovermi, riprendere coscienza della realtà che mi circonda va, e riacquistare la certezza che non ero stato vittima di un'allucinazione durante le notti in cui la fioca voce si era fatta udire a traverso il muro, io ebbi la debolezza di cedere alla pressione di quello sgomento, di quel terrore. E siccome avevo udito i colpi di tosse del fratello della mia padrona di casa, nell'altra stanza, finsi di aver sospettato che stesse male, ed entrai da lui che era ancora in piedi e che si sentiva soffocare dall'asma. Vegliai tutta la nottata con lui.
In quell'occasione, egli mi disse:
—Prima, tempo fa, io occupavo la vostra stanza; e nelle nottate bianche, come questa, qualche volta ero talmente sfinito dall'insonnia, che mi sembrava di udire dei picchi alle pareti, al soffitto, nel centro del pavimento; picchi, ora lievi, ora forti, che arrivavano fino a svegliarmi, se per caso lo sfinimento mi faceva chiudere gli occhi a un pisolino. Ho dovuto cambiare stanza per dormire tranquillo, quando mi riesce di dormire. L'immaginazione alterata è capace di farci sentire e vedere quel che non è.
—Avete anche visto?—gli domandai ansioso…
—No, non sono arrivato fino a questo punto. Ma avrei potuto arrivarci. Dicono che in quella stanza sia morta di consunzione di amore una parente del proprietario della casa, e si è formata la leggenda che vi si sente… Io lo sapevo, e la mia fantasia certamente lavorava senza che io me n'accorgessi, e mi produceva quelle allucinazioni… Sciocchezze! Quando siamo morti… siamo morti! Io credo che tutto finisce nella fossa.
Eppure, udendolo parlare così e tossire e ridere e tornare a tossire, mi sembrava che io fossi passato da una allucinazione a un'altra. Non osai di confermargli: Ho sentito anch'io, e qualche cosa di più dei picchi alle pareti!