Il viso di miss Elsa si atteggiò a un doloroso stupore che la rendeva più bella.
—Il male di qui, di voialtri tutti—ella riprese—è questa rassegnazione mussulmana. Dite:—È inutile!—e non operate, non vi sforzate a vincere quel che vi sembra fatalità.
—È proprio così!—approvò il notaio.
—Eppure in molte altre cose avete tanta energia!
—Nel male—disse Paolo Jenco.
—Non è vero. Nel lavoro, per esempio, il vostro contadino è ammirabile. Così parco, così ubbidiente, quando è guidato bene! Così buono, quando non si vede maltrattato! I signori qui non capiscono che non dovrebbero comportarsi coi contadini come con schiavi da sfruttare. Mio padre dice che i contadini siciliani non hanno uguali.
—Li ha un po' viziati suo padre. Lo pensano tutti in paese.
—Ed io aggiungo—fece il notaio—che non gli sono molto grati.
—Sono ignoranti; è forse per questo. Ma non è colpa loro.
—E noi galantuomini siamo peggio. Certe volte, io mi vergogno di essere siciliano!