—Il dottor Medulla…—confessò il ragazzo piagnucolando sotto la forte stretta della mano che lo aveva agguantato.

—Oh!—esclamò miss Elsa, indignata.—E perchè?

—Per niente signorina; perchè quel signore non ha altro da fare… e perchè…

—Il perchè lo so io, notaio—lo interruppe Paolo Jenco che si mordeva le labbra, fremente.

—Adoprare un ragazzino per un atto così vile!… Non avrei mai creduto che il dottor Medulla fosse capace di questo!

—È un imbecille presuntuoso e vigliacco!

—Non si arrabbi, signor Jenco!—disse miss Elsa aggiungendo alla gentilezza delle parole la dolcezza d'uno sguardo che pregava.

—Senti,—proseguì Paolo—va' a rapportargli: Don Paolino diceva che voscenza è un buffone.

—No,—intervenne il notaio.—Non gli dirai niente. Sarebbe troppa soddisfazione per quel pettegolo. E vi andrebbe di mezzo la signorina. Non gli dirai niente, hai capito?—continuò rivolto al ragazzo—se no, ti darò quattro scoppole e quattro calci io.

—Niente, eccellenza, sì; niente! Bella Madre Santissima!