—Non tutti siamo santi o eroi.

—Basta essere uomini di retto cuore.

Ora scendevano lentamente. Lo stradone in quel punto tagliava una collina, s'inoltrava tra due alte sponde che formavano rampe coperte di erbe selvatiche tutte in fiore. Cardi rizzavano spinosi steli coronati da ciuffi azzurri, violetti, gialli; pianticine rampicanti con fiori rossi a stelline, sembravano cosparse di macchie di sangue cascate sul verde delle foglie; arbusti con rami sottili, quasi delicate braccia di strani candelabri a cui fossero attaccate rigide lamette verdi, spiccavano con mucchi di chioccioline aggrappatevi attorno, e si sarebbero detti carichi di bacche biancastre.

—Ecco come siete voialtri!—disse miss Elsa, che si era fermata ad ammirare.—Una fioritura bella, ma selvaggia, ma…

—Inutile o nociva… Ha ritegno di dirlo?

—Nociva, no; quelle piante usurpano il terreno, impediscono che le rampe scoscendano, quando piove troppo, e ingombrino lo stradone.

—Lei vuol sviare il discorso!—esclamò Paolo.

—Non posso farle dire quel che non vuol dire.

—Mi perdonerà, se parlo?

—Non dirà certamente nulla che non dovrei udire.