—Io l'amo! Io sono pazzo di lei!…
E il giovane, pronunziate queste parole con voce soffocata dalla grande commozione, nascose la faccia tra le mani, quasi avesse paura di scorgere l'impressione che esse dovevano aver fatto su colei alla quale erano indirizzate.
—Pazzo?—rispose miss Elsa con voce un po' velata.—Eh, via! Lei esagera, alla siciliana… Ma che mi volesse bene, io lo so da un pezzo; attendevo che me lo confessasse; cominciavo a dubitarne…
Paolo si slanciò a prenderla per una mano. Si sentiva davvero impazzire, ma di gioia, di felicità… E portò alle labbra la mano bianca e fine che miss Elsa gli cedeva abbandonatamente.
Dietro alcune piante di fichi d'India si udì uno scoppio di risa. Paolo, voltatosi sdegnosamente verso quel punto, vide sparire a un tratto, tra le grosse e spinose foglie dei fichi d'India, la testa del contadino che si era accorto di quel bacio e aveva maliziosamente riso… Impallidì e rimase impietrito.
—Come sono disgraziato!—esclamò dopo un istante.
—Perchè?
—Ci hanno visto!
—Non abbiamo fatto niente di male.
—Ah! Ora costui andrà a spargere in paese…