Era pallido come un morto, tremava tutto e fulminava cogli occhi il vecchio servitore che gli stava davanti, pallido anche lui, a testa bassa, col viso pieno di lagrime.

— Eccellenza!

E il vecchio giungeva le mani, in atto di preghiera.

Ma il barone si era slanciato su le pistole posate sopra il tavolino:

— Confessa che hai mentito! Confessa che hai mentito!

Soffocava, dalla rabbia.

Il vecchio portò le mani al viso, senza indietreggiare, senza difendersi:

— Ho detto la santa verità! Abbiamo un'anima sola; non voglio dannarmi!

Allora il barone sentì cascarsi le braccia; e guardava attorno, smarrito. Non credeva ancora alle sue orecchie!

La camera era inondata di luce. Per le aperte invetriate un sorriso di verde, un profumo di primavera irrompevano follemente dal giardino della villa. Il cinguettìo dei passeri sul letto e tra gli alberi, lo schiamazzo delle galline e dei tacchini nella corte, l'allegro abbaiare dei cani echeggiavano per la vôlta come un coro di festa, un'irrisione in quel punto.