Il barone avea rimesso le pistole sul tavolino, macchinalmente, barcollando, e si passava le mani su la fronte bagnata di sudore ghiaccio.
Gli pareva di ammattire; provava un dolore di morte; il cuore gli si schiantava! Ma... aveva proprio veduto, coi suoi occhi?
— Sì, eccellenza, con questi occhi!
— Coi tuoi occhi?
Giuseppe con una mano sul petto spingeva le pupille in alto:
— Giuro al cospetto di Dio!
— È orribile!
Il barone si torceva le dita, passava la lingua, su le labbra inaridite a un tratto e guardava per terra di qua e di là, senza sapere quello che facesse. Non aveva più forza di parlare; e interrogava insistente, con lo sguardo, il servitore che esitava.
— Sì, sì, ogni volta che il signor barone era andato in Palermo o era rimasto a dormire in villa al tempo della vendemmia e del raccolto delle ulive. Non si era risolto a parlare per paura di non esser creduto... Ah, lo aveva ben detto lui che la baronessa era troppo giovane pel signor barone!
Il barone piangeva come un fanciullo, con le gomita appoggiate a un mobile, e la testa fra le mani: