Ella scosse una spalla:
— Il dottore è uno sciocco.
Prèsala per tutt'e due le mani ch'essa gli porgeva, Eugenio, un po' accigliato, la condusse lentamente presso la finestra:
— Potevi aspettare qualche altro giorno.
La signora Viotti, senza punto badare al tono severo di quella voce, gli s'era slanciata al collo e lo baciava e ribaciava:
— Oh, come ti voglio bene! Come ti voglio bene!
Non sapeva frenarsi, e resisteva ai moti impaziente di lui che cercava di svicolarsene.
— Via, non fare il cattivo! — ella disse, scoccandogli un ultimo bacio, in distanza, nell'abbandonarsi, spossata da quello sforzo, su la poltrona.
E, rovesciata indietro la testa, con gli occhi socchiusi, mormorava a fior di labbra:
— Sono felice: non voglio più morire!... Siedi qui; non fare il cattivo!