— Ero così agitato, per te, da traveder fino a quel punto!
— Ed io, te ne ricordi?..... Un sorso di acqua!..... Quasi svenuta sulla poltrona, tremavo e ridevo!.....
Così riandavano spesso i più piccoli fatti del loro breve passato; ella senza nessun rimpianto di quello che, fuggendo, avea lasciato dietro a sè: egli senza nessun pensiero dell'avvenire, come se la loro felicità di amanti avesse dovuto durare eternamente!
Quando la signora Viotti, avvertita dal suo fino istinto di donna, sorprese i primi sintomi del raffreddamento di lui, rimase stordita non altrimenti che da un colpo di martello su la testa. Non pianse, non gli disse nulla. E, messasi ad osservarlo, dissimulando la sua ambascia, ad ogni sintomo che le rendeva più evidente l'immensa sciagura, sentiva corrersi per tutto il corpo un veleno sottile sottile che le guastava il sangue, sordamente.
Da prima, Eugenio la vide deperire con un indefinibile sentimento d'inquietudine:
— Che cosa ti senti?
— Io? Nulla.
— Pure, mi sembra.....
— T'inganni.