— Se Eugenio non mi ama più, che posso farci? Forse, son io che non ho saputo farmi amare durevolmente; forse, è questo il mio castigo! E sia. Ma io lo amo, e l'amerò fino al mio ultimo respiro. Voglio morir qui, in casa sua; non potrà scacciarmene morente!

Poi cedette, per contentarlo. A ogni visita, ella guardava fisso il dottore; volea leggergli sul viso la sua sentenza.

— Parli chiaro: è una cosa grave? — gli domandò una mattina che Eugenio non era presente.

Il dottore tentava di rispondere con dei ma, con dei se.....

— Non ho paura di morire — ella lo interruppe, per farlo uscire dalle reticenze. — Sappia che, se fossi in pericolo, avrei importanti disposizioni da dare.

— Per cautela, provveda — allora conchiuse il dottore.

— Ah!..... va bene! — ella mormorò.

Avvertito dal dottore che lo aveva incontrato per le scale, Eugenio entrò da lei insolitamente commosso; e vedendo affondato nei guanciali il volto quasi irriconoscibile della bellissima donna un dì amata, s'arrestò come se non lo avesse mai visto fino allora:

— Povera donna!.... Poichè deve morire, che almeno ella muoia credendosi sempre riamata! —

La signora Viotti lo guardava con gli occhi dolenti, come una vittima invocante misericordia dal carnefice; e quei suoi lunghi sguardi — un addio pieno di strazio — parevano domandargli dimessamente: Perchè non mi ami più: Perchè?