Intanto la mattina dopo si affrettò a tagliare il volume e, chiusa nel suo studiolo, cominciò a divorare avidamente quelle pagine che, come più andava avanti, più le producevano la triste sensazione di farla inoltrare negli oscuri penetrali dell'animo di suo marito, quasi di nascosto, di sorpresa, e dov'ella non sarebbe forse mai arrivata senza le suggestive parole della sua amica: Gli scrittori hanno un bel dire..... — Sì, sì, era impossibile che quei personaggi non fossero davvero esistiti, che quelle violenti passioni non si fossero davvero scatenate nel cuore di essi fino al delirio, fino al delitto; che quelle parole, quelle frasi caratteristiche non fossero state davvero pronunziate con la desolata espressione che le pareva di sentire fin nelle righe del libro.
E come poteva mai darsi che un uomo indovinasse o inventasse quelle passioni, quei contrasti, quelle lotte senza che il suo cuore vi avesse davvero partecipato in una o in altra maniera? Se non precisamente a quel modo, se con particolari diversi, non voleva dir nulla; forse anche con maggior violenza, con circostanze tali, senza dubbio, da far esitare la penna più esperta.... da costringerla ad attenuare, a travisare un po' la realtà, a deformarla probabilmente, per non far riconoscere persone e fatti e suscitare scandali e recriminazioni.
Si maravigliava ella stessa di quell'improvvisa compenetrazione che le faceva intravedere l'intimo legame tra l'autore e l'opera sua. Non le era mai passato per la mente che ognuna delle figure, specialmente di donna — erano quelle che più la interessavano — fossero ancora qualcosa di vivo, di segreto nel cuore dell'artista, se egli sentiva la necessità di riprodurle con la magìa della sua parola, quasi per fissarle meglio, e perpetuarle per sè e per gli altri. Lo capiva ora tutt'a un tratto; e mentre fino a poche ore addietro ella si credeva in pieno possesso del cuore e dello spirito di suo marito, ora le sembrava di esserselo sentito sfuggire lentamente, di mano in mano, senza nessuna lusinga di più tornare a riconquistarlo.
Reagì contro questa impressione, pensando che ben altro era il sapersi legata a lui da attuali forti vincoli di sentimenti e di carne, che non il sopravvivere, se pur poteva chiamarsi tale, nell'immaginazione, nel ricordo. Bisognava anzi già esser pervenuto a un punto di indifferenza completa per cacciar via fuori di sè, quasi per sbarazzarsene, quei fantasmi di una realtà una volta cara, e che, per felice disposizione d'ingegno, assumevano forma d'arte, e dovevano probabilmente riuscire irriconoscibili a colui stesso che li aveva a quel modo fatti vivere.
Rilesse alcune pagine, sfogliando il volume, fermandosi a un nome di donna, seguendolo un po', abbandonandolo, riprendendolo verso la fine nella scena più violenta, e sorrise, rassicurata.
Entrò col libro in mano nello studio del marito.
— Oh! finalmente...
— Sì, finalmente — ella lo interruppe, agitando il volume con grazioso gesto di minaccia — e puoi esser contento di quel che mi hai fatto soffrire.
Egli ebbe una mossa di stupore.
— Siete dei grandi sfacciati voi scrittori — riprese Diana con accento indefinibile, di scherzo e di serietà. — Vi compiacete di raccontarci le vostre prodezze, fingendo di raccontare la storia degli altri, assegnandovi la più bella parte negli avvenimenti, cioè quella che a voi sembra la più bella, e vi figurate così di aver gabbato i lettori. Ma sai che questo tuo Gherardo del Gran sogno è uomo spregevole, con tutte le sue arie di incorreggibile sentimentale?