La marchesa si levò da sedere.
— Perdoni — disse il cavalier Vergati fermandola. — Il barone non si è finora dichiarato soddisfatto.
— Soddisfattissimo — rispose questi.
E si alzava alla sua volta, per inchinarsi con le braccia incrociate sul petto come un mandarino della China.
— Ooh! — esclamarono tutti.
***
Tre mesi dopo, nel salotto della marchesa Bellati, verso le undici e mezzo di sera non restavano altre persone che il barone Foli e il suo amico commendatore Vanzetti, un ex deputato scartato ultimamente dai suoi elettori senza che nemmeno loro ne sapessero la ragione.
La marchesa pareva stanca dalla fatica e dalla noia di quella serata: c'era stata troppa gente. Avea il capo grosso; si sentiva stordita. Sua madre, la vecchia marchesa, si era già ritirata nelle sue stanze.
— O che questi due signori non abbiano nessuna intenzione di andarsene? Se fosse soltanto il barone, lo metterei subito alla porta, dicendogli senza tante cerimonie che casco dal sonno. Ma col commendatore!