— Tutto il marcio era lì! Non c'era più deputati, ma dei saltimbanchi.... dei giuocatori di bussolotti!... E il paese!... il paese!... il paese!...

La marchesa si era sdraiata su la spalliera della poltrona, con gli occhi socchiusi, il viso nascosto nell'ombra che la ventola lasciava cadere dal lato di lei. Si sarebbe detto che quella parola: il paese! il paese! ripetuta dal commendatore nell'entusiasmo della sua perorazione, avesse servito a vincere la resistenza che lei si sforzava di opporre alla forza del sonno. Da lì a poco il ventaglio le scivolava di mano.

Il barone fe' cenno al commendatore:

— Continui a parlare.

E si alzava adagino adagino dalla poltrona.

La marchesa diè un grido e si coprì il volto colle mani.

— Occorreva di un testimone — disse il barone. — Se non vi dispiace, caro commendatore, potrete anche esserlo, fra non molto, del nostro contratto di nozze.

Il commendatore guardava ora lui, ora la marchesa, interdetto.

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