O che cosa era avvenuto dentro di lui? Ah! Di pensiero in pensiero, di ricordo in ricordo, avea perduto di vista a poco a poco l'imagine della sua bionda maliarda... L'avea lasciata per via, senz'accorgersene, come un compagno di passegiata che indugi erborizzando. Si era voltato uno o due volte, sbadatamente, senza curarsi di spettarla.... E il tradimento gliel'aveva fatto quel brontolone del caminetto.
Quattro anni fa, nello stesso mese, alla stess'ora, con una giornata egualmente piovosa, in quel medesimo posto.... Gli pareva un sogno! Povera Erminia! Singhiozzava, col volto nascosto tra le mani, riversata indietro su la spalliera della poltrona, desolatamente; e lui, pallido come un morto, con le mani giunte in atto di preghiera, la voce turbata dall'emozione, tentava di farle coraggio! Terribili momenti! Ma che fare contro quella forza brutale che spezzava, a un tratto, la loro catena di amore? Ella doveva partire col marito, senza speranza di ritorno! Quel colpo la uccideva! Già le pareva di accomiatarsi da lui dal letto di morte! Si sentiva schiacciato anche lui; sentiva mancarsi il respiro!
Povera Erminia! Egli lo vedeva ancora quel viso bruno e pallido, contornato dai folti capelli neri, pieno di profonda tristezza! La sentiva ancora quella voce soave, che sembrava scaturisse dall'intima profondità del cuore!
Come si erano amati! Come si eran sentiti fulminare, tutti e due, la prima volta che si eran visti!
E che delizia in quelle continue cure di eludere ogni sospetto, di addormentare ogni malignità, in quell'inebbriarsi della poesia del loro segreto come due giovanetti di sedici anni! E che tesori di piccole astuzie prodigate per passare insieme intiere giornate... o anche soltanto per vedersi mentre la gente li credeva distanti cento miglia l'uno dall'altra.
Divine follie! Sublimi abbandoni! Ineffabili ore di scoraggiamenti, di dubbi, di felicità spensierata! Delizie senza nome! Voluttà più dello spirito che della carne, in quella raffinatezza, in quell'elevatezza che scaturiva dal prepotente rigoglio delle loro anime innamorate!...
Al brontolìo del caminetto, al guizzo delle fiamme azzurrognole, ai bagliori di oro che montavano ondulanti in alto quasi volessero scappar via per la gola affumicata, tutto quel passato gli si risvegliava nella memoria, viveva una vita quasi più reale di quella vissuta una volta!
— Ma che! Le due e mezzo? Di già? Certamente le lancette dell'orologio a pendolo si scapricciavano a correre!
Così la bionda maliarda ritornava a inframettersi, importuna, tra lui e quei cari ricordi, con la sua aureola di biondi capelli elegantemente arruffati, la provocante serenità dei suoi occhi azzurri, le sue labbra porporine, la marmorea candidezza del collo e del seno, con tutte le seduzioni di cortigiana aristocratica che si concede e non si profonde, con quei suoi capricci di sensi e quella terribile freddezza di cuore che pareva calcolo e non era!
— Ed essa doveva occupare in quel giorno, in quell'ora, lo stesso posto della sua povera morta? Di lei che gli avea fatto provare le gioie più grandi e il più grande dolore della sua vita?... Ora che rimormoravano pel salotto quegli addii dolorosi, pur troppo gli ultimi?... Ora che gli si rinnovavano dentro l'orecchio quei singhiozzi soffocati dai baci più strazianti che mai scoccasse bocca di donna?.... No! No!