Quell'inatteso rifiorire di un affetto da lui creduto già inaridito; quei ricordi di sensazioni che diventavano in quel momento sensazioni immediate, lo sbalordivano, gli davano la tortura di un rimorso, gli producevano un improvviso disgusto.

Una gentile tenerezza gli si affollava al cuore da ogni parte del corpo; le pupille gli nuotavano in qualche cosa che aveva la soavità delle lagrime; i suoi nervi erano sopraffatti da una lassezza deliziosa, ch'egli si rimproverava fiaccamente:

— Debolezza di fanciullo!

Intanto l'assaporava con gusto, come un frutto conservato fuori stagione...

***

Una scampanellata arditissima, nervosissima, lo fece balzare in piedi.

— Era lei! La desiderata da tanto tempo! Lei, il fascino irresistibile della carne, per cui gli eran divampati nel sangue ardori così divoranti da farlo soffrire come se gli fossero corsi dei carboni accesi per le vene!...

Il campanello tornò a squillare, più nervoso.

Senza coscienza di quel che facesse, tremante dall'emozione, in punta di piedi, Alberto era arrivato fino all'uscio; ma nello stendere la mano al paletto:

— Vile! — sentì gridarsi dal profondo del cuore.