E cercava una scusa, quando la Moroni gli accennò di accostarsi.

— Come si chiama quel rimedio contro il mal di capo che voi vantate tanto? Voglio sperimentarlo. Che giornataccia! Credevo di ammattire!... Ne ho avuto per sette ore!... Quel rimedio è proprio efficace? Il dottore dice di no. Ma io voglio provarlo di nascosto del dottore... Chi sa? Potrà giovarmi davvero! Si chiama?...

— Guarana — rispose Alberto, inchinandosi dopo averla guardata negli occhi.

— Che bel giovane! — disse la signora Uzelli alla Moroni, mentre Alberto si allontanava.

— Imbecille, come tutti i bei giovani! — replicò questa seccamente.

***

Al tocco dopo la mezzanotte Alberto era ancora al Club disteso sul canapè, con le gambe allungate, le braccia incrociate su lo stomaco e la testa abbandonata su la spalliera.

— Un poema, caro amico! — gli diceva sotto voce il Gardini. — Un vero poema! È arrivata in casa mia alle tre e mezzo, inaspettata come un'apparizione...

Il Gardini parlava da una mezz'ora, profondendosi in esclamazioni, perdendosi in un lirismo di frasi e di gesti da far comprendere, povero diavolo! che aveva bisogno di uno sfogo perchè la sua felicità non lo uccidesse...

Ma Alberto si era quasi sùbito inabissato di una rêverie così profonda da non sentire una sola parola delle confidenze del suo amico.