— Grazie. Ho bisogno di conforti. La moglie è una terribile responsabilità! Mi tremano le spalle nel rifletterci.
— Non bisogna rifletterci.
— Poi càpita addosso una tempesta di figliuoli.....
— Orrore! Le gioie della paternità le chiami una tempesta....?
— Sì sì, gioie, non dico di no. Ma se ci rifletto su un pochino.....
— Non bisogna rifletterci!
— Hai ragione. Però.... Questa mattina era andato in casa del notaio. Che seccatura! Nel matrimonio non dovrebbero entrarci questioni d'interessi; mi ripugnano. Infine, il mondo è fatto così, e bisogna prenderlo come è. Dunque, era andato in casa del notaio. Avessi visto! Pareva l'anticamera dell'inferno, con sette diavoli di bimbi che urlavano, pestavano i piedi, strascinavano sedie, strillavano per la colazione, sudici, mocciosi, spettinati!.... Il notaio bestemmiava come un turco per farli star cheti. Eh, sì! E quelli, per risposta, urlavano più forte! Andai via col capo come un cestone, senza aver capito nulla dell'affare, convinto che di figliuoli non bisognerebbe farne più di due... Forse, ce ne sarebbe anche uno di troppo!
— Malthusiano! Mi scandalizzi!
— Oh! dico per dire. Io credo nella Provvidenza... Ma, infine, se il Signore si benignasse di non accordarmene più di due..... non me ne lagnerei.
— Già pensi ai figliuoli?