Si trattava della figlia del Vescovo, il primo medico del paese: (non si è mai potuto sapere perchè lo chiamassero così). La Carmelina, figlia unica, aveva già passato da qualche tempo i vent'anni. Magra, lunga, moretta, con certi occhi sgranati.
— Non è un buon partito?
— Ottimo. Ma gl'interessi?
— Già belli e regolati. Soltanto...
— Ahi! Ahi!
— Soltanto...
E non era passata una settimana che Pìula declamava contro la società moderna, come un quaresimalista:
— Non c'è più sentimento nei cuori di oggi, ma liste di cifre!... Il matrimonio? Speculazione, affare! Le ragazze vanno in cerca di un grullo da fargli le spese, i babbi non pensano che sbarazzarsi delle figliole, con appena la camicia indosso!... Un galantuomo dee rinunciare alle dolcezze della famiglia, se non vuol morir disperato, di pura fame!... Il mondo va a rotoli! Solo i contadini possono prender moglie; vivono di nulla! Ma i proprietari? Tutti condannati al celibato forzoso! Una moglie per essi diventa un tracollo!
Povero Pìula! Anche la Carmelina era andata in fumo.
— Ma insomma — gli dissi — vorresti sposare soltanto la dote?