— Se è un scherzo — borbottò il signor Van-Spengel tra i denti — bisogna confessare che è ben riuscito.

Sedette su la poltrona più vicina, accennò alla serva di lasciarlo solo e si pose a leggere ad alta voce: Rapporto al signor Procuratore del Re sull'assassinio commesso la sera del 1 marzo nella casa N. 157 Via Roi Lèopold in Bruselle.

E qui si fermò per osservare il calendario americano che pendeva dalla parete.

Il calendario segnava 2 Marzo. Il signor Van-Spengel aveva strappato pochi momenti prima il fogliettino del giorno avanti.

— O il diavolo se ne mescola, o io ammattisco — riprese a borbottare. — Questa scrittura è mia! Non c'è che dire; è mia!

E picchiava col dorso della mano sul quaderno deposto su le ginocchia.

— Eppure non l'ho fatto io, no davvero!

— Se il padrone mi permette... — disse la Trosse aprendo timidamente l'uscio.

— Permettere che? — rispose il signor Van-Spengel stizzito.

— Vorrei rammentarle che questa notte m'sieu ha scritto dall'una alle quattro, e.....