«A quella vista la Luison, una delle cameriere, svenne e fu presa da convulsioni violente. Nichette invece si slanciò su per le scale urlando, piangendo e chiamando a nome la sua padroncina. Gli uomini, allibiti, non pronunziavano sillaba.

«La guardia Maresque fu tosto spedita per un dottore.

«Eravamo appena a mezza scala, quando Nichette, affacciatasi dall'alto della ringhiera, urlava:

«Assassinate! Assassinate!

«La casa pareva presa d'assalto. Oggetti di biancheria alla rinfusa per terra; cassette, cassettoni, armadi, tutti scassinati e messi sossopra. I divani e le poltrone del salone di ricevimento spostati, o buttati a gambe all'aria. Presso il pianoforte, sopra una duchesse, il cadavere della marchesina di Rostentein-Gourny.

«Colpita da una sola stilettata al cuore, era rimasta là, con le mani aggrappate ai capelli, col capo rovesciato indietro sulla spalliera. Una piccola riga di sangue le macchiava la veste.

«Gli usci che dal salone introducevano nella stanza da letto della marchesa erano tutti spalancati. In fondo, per terra, si vedeva una forma di persona avvoltolata tra coperte. Era il cadavere della signora Marchesa. Due guardie lo distrigarono a stento. Parecchie lividure al collo indicavano ch'era stata prima strangolata, poi raggomitolata a quel modo.

«La cameriera giaceva assassinata sul proprio letto nella camera accanto.

«Il dottor Marol arrivato in quel punto, dopo attente osservazioni, constatò che le quattro vittime dovevano esser morte da otto ore, poco più, poco meno. L'atroce misfatto era stato dunque consumato dalle due alle tre dopo la mezzanotte. Evidentemente i malfattori non erano andati là con lo scopo di assassinare. Ma non si penetra di soppiatto in una casa abitata da persone che, non foss'altro, possono urlare al soccorso, senza che l'assassinio sia anticipatamente calcolato.

«Dalla vista dei luoghi non era difficile immaginare quel ch'era accaduto.