— Disturbo? — disse il Signor Van-Spengel con impercettibile ironia, mostrando la sua fascia tricolore.
— Niente affatto — rispose l'altro inchinandosi. — La Legge è la migliore ospite di questo mondo. Ai suoi ordini, signore.
Le guardie scambiarono due occhiate interrogative, scrollando le spalle.
— Caro dottor Bassottin — disse il signor Van-Spengel, appuntando in viso a quell'uomo i suoi sguardi di fuoco. — Caro dottor Bassottin, o meglio signor Colichart, o, se più vi aggrada, signor Anatolio Pardin, scegliete!... (l'altro al sentir pronunziare quei tre nomi avea fatto tre movimenti mal frenati di sorpresa). È provato che la notte scorsa voi, insieme coi vostri compagni Broche, Vilain, Chasseloup, Callotte e Poulain — col mezzo di due ordegni inglesi da voi fatti costruire l'ottobre passato dal Blak di Londra — penetraste, alle due e un quarto dopo la mezza notte, nella casa della signora marchesa De Rostentein-Gourny, via Roi Léopold, numero 157......
L'uomo a cui erano rivolte queste parole lo guardava imperterrito, facendo segni negativi col capo.
— Voi ne usciste l'ultimo — continuò il signor Van-Spengel — richiudendo il portone collo stesso ordegno servito ad aprire. Appena uscito vi metteste a cantare e a schiamazzare insieme con gli altri. Poi vi sparpagliaste per diverse direzioni e vi riuniste dopo mezz'ora in questo locale a dividervi il bottino.
— Ma, signore — interruppe l'altro con un tono calmo ed insinuante, sorridendo — qui dev'esserci uno sbaglio. Io sono il dottor Bassottin in carne e in ossa, medico chirurgo di Bruges. Voi mi trovate tra i miei libri di scienza e i miei strumenti. Non ero preparato a questa visita. Signore..... oh! dev'esser corso proprio uno sbaglio.....
— Signore Anatolio — replicò il Direttore di polizia accostandoglisi all'orecchio. — Io so qualche cosa che i vostri complici non sanno: so dove avete nascosto quel diadema di brillanti che la vostra abilità di giocoliere fece sparire senza che quelli se ne accorgessero!
— Ah! Voi siete il diavolo!.....
E Anatolio si appoggiava al muro, tremante come una foglia.