— Niente!
La solita risposta. Non poteva dirgli: Guardate lì, quello sbarbatello che fa l'asino con lei!
Lo studentino, seduto sul muricciolo dello stradone lì sotto, fumava, dondolando le gambe, guardando lassù, fingendo di cavar di tasca il fazzoletto per soffiarsi il naso, e agitandolo un po' in segno di saluto, lo smorfioso!
Ed erano passati due anni, due anni cattivi. I fondi avevano fruttato poco, ora perchè le piogge non erano venute a tempo, ora perchè i seminati erano stati invasi dalla ruggine, e gli ulivi malmenati dalla nebbia sul punto della fioritura. Anche gli affari cominciavano a scarseggiare; le tasse si mangiavan tutto. Chi aveva quattrini se li teneva in tasca! E poi c'era la concorrenza del nuovo notaio, giovinastro che si dava l'aria di pezzo grosso, perchè aveva messo su uno studio con bei mobili e faceva aspettare i clienti in anticamera, quasi fosse stato un ministro. E i babbei abboccavano; accorrevano da lui che li spennacchiava senza farli stridere, buttando loro negli occhi la polvere delle belle maniere, dei salamelecchi, come se il codice e la procedura consistessero nei salamelecchi e nelle belle maniere! Ah che tempi! Veniva in uso la moda anche pei notai! Si doveva giungere a questo con l'Italia una e pagnotte cento! Basta! Egli era vecchio ormai! E senza quel nugolo di figlie, avrebbe chiuso lo studio notarile; e chi avrebbe voluto l'opera sua, avrebbe dovuto venire a pregarlo in casa, col cappello in mano, quasi per ottenere una grazia!
Passava lunghe ore nell'orto, a covare con gli occhi le nespole del Giappone che pendevano a grappoli dai rami, e covare l'uva del pergolato che ingrossava al sole... cento, dugento, trecento grappoli... non riusciva a contarli esattamente; li avrebbe colti con le sue mani fra qualche mese: intanto bisognava difenderli con la zolfatura dall'oidium, e anche dal barbaro gusto delle ragazze a cui piaceva l'agresto!
Soltanto a Lisa egli permetteva di accompagnarlo laggiù certe mattine, a Lisa che era savia, seria, e che gli ispirava una particolar tenerezza scorgendola, inesplicabilmente, avversata dalla mamma in ogni cosa.
Visto che donna Rita non gli dava nessuna plausibile spiegazione di quel suo strano contegno, egli si era rivolto alla figlia, un po' acre anche lei nelle risposte e nei modi:
— Ma insomma, che avete tutte e due?
— Niente.
Se la faceva sedere accanto, sul muricciolo; ragionava con lei delle piante, delle faccende di casa; e di mano in mano che passavano per lo stradone persone di sua conoscenza, si metteva a sparlar di loro ricordando il passato: — Quello lì è un gran ladro! Quell'altro un usuraio! Questo qui un ipocrita, che va a messa tutti giorni, ed ha spogliato i pupilli di suo fratello!