Risposta che fece ridere il dottore, quantunque avesse davvero su la coscienza parecchi e parecchi dei suoi clienti in tant'anni di pratica.
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Il notaio Barreca, pareva incredibile! non aveva mai pensato che un giorno o l'altro quelle otto ragazze doveva maritarle, dotarle, se non voleva vedersele spighire in casa. E perciò dava ragione a sua moglie che timidamente gli diceva: Bisogna pensarci!
Ma in che modo? Conducendole alla fiera, forse? O mettendole all'asta? Bisognava raccomandarsi a Dio, al Patriarca San Giuseppe e a San Francesco di Paola! Se non provvedevano loro che sono santi misericordiosi!...
E aspettando, intanto mutava tattica. Spalancava le finestre, tentava di prender le figlie con le buone:
— Ci penseremo io e vostra madre! Vogliamo il bene vostro; non vogliamo infelicitarvi! Qui vivete da regine. Che vi manca? Una casa che è un palazzo! Un orto! E aria e luce!
La casa era il suo orgoglio. Magnificava anche l'orto con le ragazze, dimenticando che se stendevano un dito alle pesche, alle nespole o all'uva, le sgridava quasi avessero commesso un sacrilegio.
E si figurava di esser riuscito nell'intento, perchè vedeva e Lisa e Rosa e Clementina e Paolina assorte nel cucire, nel ricamare, nel far di calza quando il babbo stava in casa; perchè non levavano gli occhi dal libriccino delle preghiere, le domeniche in chiesa, ora che egli le accompagnava come un cane da guardia, e i mosconi che ronzavano là attorno, alla vista di lui, prendevano il largo; eccettuato quell'impertinente del Caniglia! Egli, al contrario, andava a piantarsi vicino a una colonna, imperterrito, col petto dell'abito infiorato, dando occhiate di fuoco a Lisa, sfidando lo sdegno del notaio, che non sapeva chi lo trattenesse dal rompergli su la testa la mazza di sorbo, e si rodeva il fegato per non fare uno scandalo. Frenarsi gli costava uno sforzo immenso; tanto che una volta, invece di dir le devozioni durante la messa, dimenticò di essere in chiesa, e si mise così sbadatamente a zufolare, — fìchiti-fon! fìchiti-fon! — che donna Rita dovette tirarlo per la falda dell'abito e rammentargli che si trovava nella casa di Dio!
E cascò dalle nuvole il giorno che il canonico Tasca, confessore di Lisa, dopo avergli offerto una presa di ottimo rapè, con molte circonlocuzioni, per dovere del suo santo ministero, venne a dirgli nello studio notarile:
— Fate la volontà di Dio! Date la vostra benedizione!