E uscì di cucina, e andò a picchiare agli usci delle camere delle figlie:
— A tavola! A tavola!
E tutte dovettero sedersi a tavola, come se niente fosse accaduto; e dovettero mangiare l'insalata e il pesce fritto. Mentre egli faceva, al suo solito, le parti, la forchetta però gli tremava in mano e tintinnava su l'orlo del piatto. Silenzio funebre. Sottecchi, di tanto in tanto, alla sfuggita, le figlie guardavano il padre che stentava a inghiottire.
E siccome l'altra volta non aveva più pensato a far ribenedire la casa, il notaio rifletteva:
— Qui c'è qualche spirito diabolico! Non può essere diversamente!
***
La casa fu ribenedetta; le sorveglianze e i rigori aumentati. Ma era davvero destino, come aveva detto il notaio. All'anno preciso, una bella mattina, senza dire nè ai, nè bai, Rosa, scendendo lesta lesta le scale, si buttava su le spalle lo scialle nero di seta, regalatole dal padre due giorni avanti, e filava via con Bacarella, il giovane merciaio che aveva messo su bottega nella Piazza Piccola, con rivendita di sigari e di liquori. L'avevano vista attraversare la via sola sola. Bacarella, che l'attendeva alla cantonata, le era andato incontro, e tutti e due si erano avviati verso la bottega, quasi fossero stati marito e moglie.
La gente rideva, e si affollava davanti la porta della merceria per godersi lo spettacolo.
Bacarella si affacciò su la soglia, con aria spavalda: