— Proviamo prima... come minaccia... — insinuò la baronessa.
— Inutile. Si faccia la domanda al tribunale senza perdere più tempo.
— Uno scandalo? — esclamò spaventata la baronessa.
— Mamma!... Se non c'è altra via!...
Tutti guardarono Rosaria. Come mai quella ragazza, che stava sempre zitta, mostrava tutt'a un tratto tanta violenza e tanta audacia? Ella arrossì, quasi quegli sguardi di maraviglia e di stupore avessero voluto leggerle in fondo all'animo. E in quell'istante, due terribili anni della sua giovane vita chiusa e nascosta le balenarono davanti a gli occhi, le accesero il viso e la fecero tremare. Ma si rimise sùbito.
— Parla, spiègati meglio — disse al fratello con gesto vibrato.
***
Saputo che quella mattina l'usciere era venuto a rilasciare al barone la citazione del tribunale, tutti i figli si erano radunati in camera della baronessa, quasi a rifugiarsi sotto le ali di lei e ripararsi dalla tempesta che stava lì lì per scoppiare.
Il barone comparve su la soglia, pallido, con gli occhi stralunati, agitando convulsamente il foglio della citazione, senza riuscire a parlare. Lo sdegno e l'ira lo soffocavano, Mariangela fece un passo verso di lui, ma un suo gesto l'arrestò.
— Vipere! Ingrati!... — cominciò a balbettare. — Questa, questa è la ricompensa?... Potrei... stracciarvi la vostra carta in faccia, sbattervela sul muso; farvi vedere chi... chi è da interdire qua... Vipere!... Ingrati!...