— Quali, figliuola mia?
E udendo l'ingenuo racconto, l'esperto confessore capiva a poco o poco quale pertinace lavorìo della giovanile immaginazione aveva potuto intessere la fallace lusinga di quell'amore nel silenzio, nella penombra, nella solitudine di quei malinconici stanzoni, dove i suoni della vita che ferveva fuori giungevano ammortiti, affievoliti o non arrivavano affatto. E per ciò ella si era ribellata al destino; per ciò avea protestato contro la tirannia di Gesù Cristo che la condannava a essere una Zingàli, cioè un'ombra, un fantasma, un nome e nient'altro.
— Sì, sì padre!... Ho maledetto Gesù!... Ho maledetto la Madonna!
— E hai mentito nella confessione? E ti sei cibata sacrilegamente delle carni immacolate del Redentore?
Un giorno, rovistando uno scaffale di vecchi libri, dietro i volumi in foglio legati in pergamena, aveva trovato un libro involtato in un foglio di carta e sigillato. Ingiallito, squadernato, senza frontispizio, con strane figure quasi a ogni pagina, quel volumetto aveva tentato la sua curiosità. Sigillato con cinque larghi sigilli, nascosto colà, dietro agli altri libri, era dunque qualcosa di vietato? E se lo era portato in camera, e lo aveva nascosto tra le materassa del suo lettino, sotto il capezzale... E la notte, fingendo di dir le preghiere, si era messa a leggere...
— Diceva: Modo di far apparire nella propria camera la persona amata. Si doveva recitare per tre notti consecutive una lunga preghiera latina... Adonai, onnipotens sempiterne Deus... La so tutta a memoria!
— Il demonio, figliuola mia!... Il demonio!...
— Che m'importava? Abbandonata da Dio, mi rivolgevo al diavolo che almeno mi prometteva quella felicità... Ah! sono stata ingannata anche da lui!... Mi sentivo morire dal terrore, e leggevo, leggevo quella preghiera di cui capivo soltanto poche parole, con la fronte bagnata di sudore diaccio, col cuore che quasi non mi batteva più, con la voce che mi moriva in gola, ginocchioni presso la finestra aperta di quella stanzaccia dove mi recavo a notte avanzata, brancolando nel buio, portando i fiammiferi e la candela benedetta della Candelora, perchè occorreva una candela benedetta... E poi ho continuato per mesi e mesi, qui, in questa camera, invocando, persistente, colui che non appariva, che non è apparso mai! Mai!...
— Domine, ignosce illae! — balbettava il canonico, alzando pietosamente gli occhi. E soggiungeva: — Dio è misericordioso... Tu, povera figliuola, non sapevi quel che facevi.